Trattamento Acque per Industria Tessile e Conciaria

Trattamento acque per l’Industria Tessile e Conciaria

Le acque reflue dell’industria tessile e conciaria sono ricche di sostanze organiche e tensioattivi e solidi sospesi (quali fibre sintetiche o anche metalli pesanti). Per questo sono utili trattamenti biologici e di separazione inquinanti tramite flottazione, spesso in combinazione.

Esempi di ambiti:

Esempi di ambiti: lavorazione di fibre sintetiche, tessitura e filatura, tintura, produzione di abbigliamento e tessuti tecnici.

Richieste principali:

Richieste principali: rimozione solidi di solidi sospesi (fibre tessili, sostanze chimiche), biodegradazione sostanze organiche (quali composti organici clorurati), disoleazione.

Acque reflue industriali nell’industria tessile e conciaria: caratteristiche ed esigenze

Anche per le acque reflue industriali nel settore tessile e conciario, come per quelle di altri settori, si possono solo fare alcuni esempi di qualità dei reflui: ogni impianto ha sue esigenze specifiche, da testare e valutare con unità pilota prima di selezionare la tecnologia migliore.

Ciò non toglie che si possano rilevare alcune criticità ricorrenti: sostanze organiche come tannini e coloranti, insieme a tensioattivi e pH, caratterizzano spesso queste acque.

Più in dettaglio, ecco alcuni fattori inquinanti che si rilevano spesso nelle acque dell’industria tessile e conciaria.

  • Solidi sospesi. Sono i componenti più comuni delle acque reflue dell’industria tessile e conciaria: fibre tessili, sostanze chimiche, microrganismi, ecc. A volte anche metalli pensati sono presenti in quantità considerevoli come scarti di lavorazione: zinco, rame, piombo, cadmio, ecc.
  • BOD e COD elevati. Biochemical Oxygen Demand e Chemical Oxygen Demand misurano la quantità di materia organica, presente nelle acque reflue, che consuma l’ossigeno presente nell’acqua ma può anche essere degradata da batteri e altri microrganismi, oppure non biodegradabile. Tra le sostanze di questo tipo, rientrano anche i composti organici clorurati, prodotti dalla reazione del cloro con la lignina (presente nella cellulosa).
Trattamento Acque per Industria Tessile e Conciaria

Trattamento acque per l’industria tessile e conciaria: metodi e processi

Alcuni metodi e processi peculiari possono contribuire al trattamento di acque reflue del tessile (ferma restando sempre un’analisi preliminare da svolgere con unità pilota).

  • Trattamenti biologici. In questo caso, batteri e altri microrganismi vengono utilizzati per la biodegradazione della materia organica nei reflui. I trattamenti biologici più comuni sono quelli a fanghi attivi e quelli a ossidazione aerobica.
  • Filtrazione. Filtri a tela, filtri a sabbia, filtri a membrana o filtri a carboni attivi: tutte queste tecnologie separano le componenti inquinanti con processo meccanico, pur con diversi sistemi e diverso grado di rimozione di solidi sospesi.
  • Disinfezione. Utilizzata per eliminare i microrganismi patogeni dalle acque reflue. I processi di disinfezione più comuni sono quelli con cloro, ozono o raggi UV.

Soluzioni di MITA Water Technologies per le acque reflue dell’industria tessile e conciaria

  • Contattori biologici rotanti Biorulli®. Questi sistemi di ossidazione biologica sono stati impiegati anche in stamperie, lanifici, feltrifici, ecc soprattutto per la biodegradazione dei tensioattivi, in particolare non ionici. Dimensioni ridotte, semplicità di conduzione e basso utilizzo di energia sono ottimi vantaggi per i quali spesso sono preferiti a sistemi alternativi di depurazione biologica.
  • Filtri a tela pile. Pur non essendo direttamente impiegati per la disinfezione, i filtri a tela sono spesso utili a monte di sistemi a osmosi inversa e a lampade UV: in questi casi, alleggeriscono i carichi di solidi sospesi in ingresso alle successive tecnologie, evitando che queste vengano inibite nella loro azione.
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